ROSA LACAVALLA

Non possiamo più suscitare o provare emozioni

2020 - ongoing

Lavoro come collaboratrice alla didattica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ciò mi ha portata ad assistere al drastico cambiamento che studenti, docenti e collaboratori hanno dovuto vivere e al quale hanno dovuto adattarsi, in un settore già noto per una condizione di crisi e di precariato ancor prima della pandemia. Nello specifico, lavoro all’interno del laboratorio di grafica d’arte, la cui didattica non può fare a meno di laboratori specifici e contatto fisico. Durante il lockdown gli studenti, privati dell’opportunità di utilizzare gli spazi destinati alla propria ricerca e non potendo portarla avanti, si sono ritrovati in una situazione drammatica e di conflitto interiore, in un’eterna attesa di poter tornare in quel luogo tanto caro. 

Appena prima dell’avvio delle lezioni del nuovo anno accademico abbiamo convertito i laboratori di incisione in spazi quasi asettici, ormai privi di quell’atmosfera genuina e familiare che eravamo soliti vivere. Gli spazi, dove prima avvenivano ricerca e confronto, si rivelano adesso privi di personalità, mostrandosi freddi, quasi aridi, ed incapaci di passioni. 

Le immagini svelano i laboratori vuoti e non più protagonisti di quell’energia portata dagli studenti, adesso impegnati con la didattica online, tra malcontento e la prospettiva di poter portare avanti questa nuova ed incerta esperienza, forse un solo giorno al mese. Il silenzio nelle aule e nei corridoi, i tavoli ricoperti di plastica, gli sgabelli capovolti sono solo alcuni degli elementi che lasciano smarriti in un luogo sospeso.  

Non possiamo più suscitare o provare emozioni è l’incipit di una strategia di sopravvivenza.  

 

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